Il primo campo speleo in Val Lastaro

Il primo campo speleo in Val Lastaro

19 ott. 2014   E' cominciato sabato quando i primi speleo sono arrivati in valle verso le 8 del mattino, proprio nel momento in cui i prati si spogliavano della nebbia, ed è finito stasera all'arrivo della notte il primo campo speleologico in Val Lastaro (comune di Conco, Altopiano di Asiago); una due giorni a quota 1.000 m s.l.m. organizzata dal Gruppo Speleo CAI Marostica i barbastrji per esplorare le grotte di questa bellissma valle carsica. Guido Maria Agostini, Maurizio Mottin, Massimo Santini, Silvia Carlesso, Davide Bertinazzo, Grazia Renda, Stefano Ternici e Valentina Tiberi i partecipanti.

Tutta, tutta l'acqua della valle ed anche quella della Biancoia, bevono queste grotte che al momento ci lasciano entrare solo per qualche decina di metri, fino a dove i flutti hanno imbastito cancelli di sassi nel loro millenario dissetare questa terra ed altre che ancora non conosciamo. Anche lunedì scorso si è attivato un fiume che, innamorato cotto della nostra grotta, vi si è fiondato dentro con sorpresa di tutti noi. E se da una parte ha chiuso delle vie che stavamo esplorando, dall'altra ne ha aperto di nuove e ci ha indicato chiaramente qual'è la strada che dobbiamo seguire.

Là sotto è un groviera. Ogni volta che torniamo su in questa valle ci è sempre più chiaro. Anche stasera, sul finire delle esplorazioni, di rientro dalle macchine ci siamo trovati davanti ad un possibile nuovo pozzo naturale, a due passi dalle grotte che stiamo già esplrando: Buso delle Frane, Busa dell'Asinello, Raissa Gorbaciova ed altri inghiottitoi là attorno. Oggi mentre una squadra stava scavando al fondo del Buso delle Frane, un'altra ha sceso la Busa degli Asinelli in cerca di un possibile collegamento fra le due grotte. Entrambe soffiano fuori un'aria freddissima proveniente da zone profonde che non conosciamo ancora. Tutte queste grotte convergono là, in quel punto sottoterra dove geograficamente non esiste niente perchè deve essere ancore scoperto. Là dove si cela un salone, una enorme galleria, chissà... La Busa dell'Asinello è un bellissimo pozzo di 20 m di profondità e 6 m di diametro. Dopo 50 anni da che i primi esploratori lo hanno sceso probabilmente con la vecchia tecnica delle scalette, lo abbiamo sceso noi ieri ed oggi e con noi speleo sono venuti giù anche Grazia e Stefano, alle prese con una delle loro prime esperienze in grotta. Anzi per Stefano è stata proprio la prima grotta! Hanno vissuto sicuramente emozioni che ricorderanno per sempre!

Anche la piccola festa di sabato sera nella nostra base logistica alle Laite non verrà scordata. Usciti da grotta col buio, cambiati sommariamente e con ancora qua e la, sulle orecchie, sulle braccia, la terra della grotta ci siamo rintanati nel miniappartamento messoci a disposizione dall'amico di Davide. Abbiamo divorato un aperitivo e poi anche una pizza presa a Rubbio. Abbiamo riso fino alla deformazione mascellare però eravamo anche così cotti che penso alle 23,30 eravamo tutti a nanna. Del mattino successivo, cioè di stamattina ho due immagini: il verde della menta della buonissima torta fatta dalla Silvia e lo splendore unico della Val Lastaro delle 9 vista dal Monte Cogolin. Poi alle 10 di oggi tutti in grotta di nuovo, in due squadre, che lavorano in due grotte diverse.

Tirando le somme di queste due giornate in Lastaro: abbiamo messo in sicurezza il Buso delle Frane dopo l'ultima piena, abbiamo visto qual'è la reale via del torrente sotterraneo ed abbiamo avanzato un po' in quella direzione. Abbiamo sceso la busa dell'Asinello e verificato possibili prosecuzioni della grotta. Abbiamo scoperto quello che probabilmente è un nuovo pozzo naturale inesplorato. I nostri nuovi apprendisti speleologi hanno fatto un po' di scuola mettendosi alla prova con situazioni anche molto tecniche ma soprattutto ci siamo divertiti, abbiamo condiviso emozioni uniche ed il sogno di percorrere un giorno vie incredibili dentro la montagna! Ci arriveremo, presto, sono proprio là, forse oltre un sassetto.

Valentina Tiberi

 

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