Nuova grotticella sopra i Ciscati

Nuova grotticella sopra i Ciscati

09 dic. 2017  Il nostro apprendista speleologo Giacomo Pilati ha trovato dei buchi interessanti. Ci organizziamo per andarli a vedere, siamo più su della contrada Ciscati sulla scarpata meridionale dell'Altopiano di Asiago. Le rocce sono quelle scagliose del "Biancone" che apparentemente poco si prestano alla formazione di cavità naturali per la loro scarsa consistenza, invece sappiamo bene che non è così. Risaliamo una valletta ed ecco i buchi che Giacomo ha visto. E' stato bravo a scovare dietro a centimetriche aperture, dei veri e propri meandri e meandrini molto carsificati. Ci dividiamo occupandoci ciascuno di un buchetto. A quello mio, oltre il primo restringimento vedo chiaramente uno spazio percorribile poi chissà, ma proprio quando capisco che per entrare ci vorrà un bel po' di lavoro, Giacomo mi dice che dove è lui, buttando giù sassi sembra che facciano un bel salto. Ci mettiamo in due e guardarlo meglio. Rimuovendo qualche scaglia emerge una bella marmitta lavorata dall'acqua e poi un buco che si apre sempre più. Due grandi sassi hanno fatto da diga per un piccolo accumulo di lastrine provenienti probabilmente dal soprastante versante e sotto è tutto vuoto. Li rimuoviamo con cautela e voilà! Un pozzetto è aperto sotto di noi ed è perfettamente percorribile. Giacomo si era accorto di questo vuoto anche perchè battendo i sassi sulla roccia producevano uno strano eco. Ha avuto occhio e fortuna. Il buco è dunque in pochi minuti accessibile. A Giacomo che ne è lo scopritore l'onore di scendere per primo. Un faggio proprio davanti al buco è provvidenziale per attaccare una corda altrimenti sarebbe stata dura trovare un centimetro di roccia buona in mezzo alle scaglie per piantare un ancoraggio. Giacomo scende per circa tre metri e atterra su un pavimento di sassi. Poi entro anche io. Abbiamo sceso un piccolo pozzetto e siamo arrivati dentro un meandro largo fino ad un paio di metri formato dall'arrivo di due meandri/camini che purtroppo quasi subito vanno a restringersi inesorabilmente. Dalle pareti molto scavate, in mezzo a belle forme arrotondate dall'acqua spuntano lame di selce. Le rocce contrariamente a come si presentano all'esterno, qui dentro sono molto compatte e si rompono a fatica segno che a renderle così fragili sono gli agenti esterni. Una prosecuzione già aperta non c'è ma entrambi concordiamo che quasi sicuramente si nasconde sotto il pavimento ed individuiamo anche un punto specifico che sembra buttare fuori aria. Da questa grotticella esce aria "calda" in maniera chiaramente percettibile. Soddisfatti per aver tirato fuori una nuova grotticella nel giro di qualche minuto facciamo rientro alle macchine riguardando bene altri punti della valletta che sembrano nascondere situazioni analoghe. Bene! Quando si tornerà ci sarà molto da fare. E bravo Giacomo! Piccola, ma emozionante ed interessante scoperta! Valentina Tiberi

 

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